Ok, ci sto, qualcosa io l'ho fatto, e comunque il mio essere ostile verso di loro si vede parecchio. Ma oltre a questo, cosa ho fatto? Non sono il pollo che si è lasciato spremere, la vittima di una serie di tiri mancini come tutti credevano e speravano? Mi sono dimostrato troppo intelligente e troppo ribelle per essere messo al di sotto di loro e lasciarmi tacere? Evidentemente si.
Guardate, se c'è una cosa positiva che mi ha portato tutta la storia riguardante Valerio (che non mi va di raccontare nuovamente, se vi serve chiedete a me direttamente ;) ) è proprio questa: rendermi conto dell'errore che stavo facendo. Stavo rendendomi succube di persone che han dimostrato di vedermi come un giocattolo. Altro che amici.
Me lo son chiesto tante volte: perchè nessuno ha avuto il coraggio di venirmelo a dire, che sapeva tutto? Perchè ho dovuto scoprirlo per puro caso (perchè fortunatamente non tendo a girarmi per parlare con chi mi sta dietro, vero Cla?) che la mia vita privata era dominio di tutti?
Perchè son venuto a sapere che la mia unica consolazione al fatto, scrivere, fosse diventata (parlo dei contenuti, eh) una storia conosciuta da tutti? Ma la gente non ha niente di meglio da fare?
Nell'ultimo anno, ho avuto quattro occasioni in cui li ho incontrati.
La prima volta fu all'uscita di apertura, prima che lasciassi. Ero anche reduce dal concerto degli Epica, senza voce e morto di sonno. Si comportavano tutti così in maniera falsamente amabile da causarmi quasi il voltastomaco. Personalmente, son una persona che dimostra tutto l'entusiasmo che ha nelle cose che gli succedono (vedi per l'appunto il concerto) e detesta profondamente quando qualcuno tenta di distruggere quest'entusiasmo, o la gente che usa il mio entusiasmo per prendersi gioco di me.
La seconda volta è stato alla recita di Aurora.La prospettiva non mi allettava (non parlavo con nessuno di loro dal momento in cui ho lasciato), ma ci tenevo ad andare. E' stato a dir poco desolante. Due frasi di circostanza dette a tre metri di distanza. Bel modo di comportarsi, davvero. Però, se non altro, ne è valsa la pena. Aurora è stata bravissima, è veramente mia sorella nel teatro :).
La terza volta è stato il giorno della festa di Edoardo. Contro qualsiasi pronostico, Edoardo aveva voluto me e Jess alla sua festa. Il problema però era ovvio: Jess non conosceva nessuno e io sì, conoscevo, ma oramai era come non conoscere nessuno. Siamo andati là e, nonostante i tentativi di Edoardo, siamo stati tutta la sera in disparte. Coglievo la tensione che si era creata, l'ipocrisia che peraltro avevo creato anche io e non mi trovavo per niente a mio agio. Le uniche due persone oltre alla mia povera compagna di avventure con cui avevo voglia di parlare un po', Edoardo e Mattia, erano impegnati: il primo a badare alla festa (giustamente, anzi ha prestato anche troppa attenzione e gli son grato per questo), il secondo, perchè "sotto sequestro" da parte di una certa signorina Culona (che la stessa compagna di avventure conosceva già).
La quarta volta è stato il giorno del mio compleanno, prima della festa a sorpresa. C'è poco da dire, l'avevo promesso ad Aurora che ci teneva. Non potevo sperare un febbrone improvviso, dato che mi era appena passato, e non avevo quindi scuse. La situazione che mi si è trovata davanti è stata ancora peggiore: passavo tra gente che mi ignorava completamente e solo i capi, Mattia e un'altra ragazza mi han (quantomeno) salutato. C'era da aspettarselo, anche perchè sia Edoardo, sia Valerio non c'erano. Boh, forse sarò io a pretendere troppo, non so. Io trovandomi in un ambiente ostile non vado a salutare e a dire "ciao caro, come stai?". Comunque, in mezzo alla solita gente, mi son trovato anche una sorpresina: una mia ex compagna di classe delle medie (e questo basta a far capire come potesse essere) che, a detta di Chiara, che ho a proposito incontrato martedì mattina, è entrata a scout. Beh, calcolando il livello di cafonaggine non son stupito, tanto che ha avuto veramente la faccia come il culo di salutare mio padre e di far finta di non vedermi. Che gente civile, veramente.
E poi si stupiscono perchè io, con grande coerenza, mi son rifiutato di andarglielo a dire in faccia, perchè non volevo vederli? Ho le mie colpe anch'io, ma c'è una cosa che mi son accorto in tutti questi anni (e che mi può dimostrare anche Costy). Gli scout sono una società chiusa: se non sei dentro, non sei degno di nota.
E per citare la nostra Marcellina, degna regina di perle di saggezza, posso solo dire:
Che desolazione.
P.S: spero vivamente che passino di qua, almeno riuscirò ad avere una risposta. Forse. Forse però è pretendere troppo.
